Documento di
resoconto della “1^ trobada
d’organitzacions de la Mediterrània”
I giorni 21, 22 e 23 di settembre
del 2007 si è svolta in Catalunya la “1^
trobada d’organitzacions de la Mediterrània – per la Mediterrània dels pobles,
el joves construim el futur, prenem la paraula!”, organizzata da CAJEI – Coordinadora d’Assemblees de Joves
de l’Esquerra Indipendentista, con le parole d’ordine “per una Mediterrània de la democràcia, dels treballadors, de la dona,
ecologica i dels pobles i l’autodeterminaciò”.
All’incontro erano presenti,
oltre che gli organizzatori della CAJEI, aMpI
e 28 de Abrili (anche se
quest’ultima non era presente nel tavolo dei relatori perché non invitata
direttamente ma in delegazione con aMpI, situazione forse non ben spiegata da parte
nostra tramite e-mail), gli occitani di Anaram
au Patac (organizzazione della sinistra indipendentista occitana nata nel
1992 dalla confluenza di diverse precedenti esperienze politiche), i greci
(unici rappresentanti di una nazione con stato, anche se come da loro detto
“non realmente sovrano ma subordinato a USA e UE”) dell’EAAK (Movimento Unitario della Sinistra Indipendente, ovvero una
coalizione di 8 gruppi studenteschi e universitari della sinistra
rivoluzionaria greca), i kurdi dell’YXK
(Associazione degli Studenti del Kurdistan, fondata nel 1991 in Germania da
emigrati ed esuli kurdi e facente riferimento alle posizioni del PKK di
Ochalan), un compagno palestinese del FPLP
(storica organizzazione che non ha bisogno di presentazioni) studiante nello
stato spagnolo e un rappresentante dell’Assemblea
Amaziga de Catalunya (gli amazighi sono un’etnia presente in tutto il
Maghreb - dalla Libia fino a Marocco, Sahara Occidentale, Mauritania e Canarie
- e rivendicano l’identità amaziga di questo precedente all’invasione “arabo-musulmana”).
Erano presenti come osservatori
(in quanto popoli non mediterranei) all’assemblea, o comunque sono arrivati il
giorno successivo per un confronto informale con le delegazioni straniere,
compagni baschi di SEGI, galiziani
di Briga, canari di Azarug e persino gli “indipendentisti”
castigliani di Yesca, che
rivendicano la liberazione di tutte le nazionalità oppresse dallo stato
spagnolo, compresa la stessa castigliana.
Il primo giorno delle attività
politiche, venerdì 21, dopo una intervista rilasciata dai delegati di aMpI (che
ha fatto una prima panoramica di quella che è la situazione in Sardinnya, dalla
forza del movimento indipendentista, al sottosviluppo economico, alla
condizione della lingua e della cultura sarde) e 28 de Abrili (che ha lanciato
la proposta di un’assemblea internazionale, in concomitanza col G8 del 2009 a
La Maddalena, di tutte le organizzazioni indipendentiste e socialiste
mediterranee ed europee, col fine di rilanciare a livello planetario la questione
delle nazioni senza stato di questa zona geografica in un’ottica
antimperialista e anticapitalista) a una radio indipendentista catalana, c’è
stato l’atto più significativo, l’assemblea in cui tutte le delegazioni hanno
prima esposto la situazione politica e sociale della propria nazione e poi
lanciato una proposta di azione.
Oltre all’enorme preziosità della
testimonianza diretta di compagni di tante nazioni sulla situazione interna del
proprio paese, c’è da dire che questa occasione è stata importantissima per
presentare a livello ufficiale alle diverse delegazioni la proposta
sopraccitata sul G8 del 2009. Questo discorso, che è fondamentale tenere in
costante vitalità a livello nazionale nel prossimo anno e mezzo (considerazione
personale: è fortemente necessaria prima della fine dell’anno corrente la
creazione di un Comitau Sardu contras a
su G8, che comprenda tutte le forze anticolonialiste e antimperialiste e
che si muova con priorità assoluta per la miglior riuscita di quella che dovrà
essere la maggiore cassa di risonanza a livello internazionale della lotta
sarda di liberazione nazionale che ogni patriota vivente ricordi) sarà
proseguito e ulteriormente pianificato a livello internazionale, come
d’accordo, negli incontri delle gioventù indipendentiste in Corsica a febbraio
e in Euskal Herria ad aprile, oltre che durante una visita dei compagni di SEGI
in Sardinnya questo dicembre.
Le proposte di azione delle altre
delegazioni, forse meno direttamente concrete della nostra (non certo per
merito nostro, men che meno per demerito loro, bensì per la straordinarietà rappresentata
dal dover “ospitare” il summit dei capi degli 8 stati che più di tutti sfruttano
e affamano il mondo), sono riassumibili nell’intento di una maggiore
coordinazione tra le varie realtà giovanili delle nostre nazioni e di
mobilitazioni di protesta e solidarietà da parte di ognuna di queste ogni qual
volta la repressione imperialista colpisce uno dei nostri popoli.
Sabato 22 si è svolta, per le vie
del centro vicino a Barcellona che ospitava l’iniziativa, una manifestazione
organizzata da CAJEI, che ha visto una significativa e massiccia adesione della
gioventù catalana, nonché la presenza delle delegazioni straniere, tra cui
anche quella sarda.
La notte, prima del secondo atto
del concerto organizzato per l’occasione (il primo si è svolto la notte
precedente), che ha visto l’esibizione di diversi gruppi musicali di lotta
catalani e di altre parti della penisola iberica, le delegazioni sono state
presentate al pubblico e i compagni baschi e greci hanno pronunciato degli
interventi rappresentativi dello spirito e degli obiettivi di tutti i presenti
di altra nazionalità.
La mattina di domenica 23 c’è
stata la chiusura della trobada da
parte di CAJEI con brevi interventi e saluti dei delegati di aMpI, 28 de Abrili
e delle varie delegazioni mediterranee invitate, nonché degli osservatori
baschi, galiziani, canari e castigliani, col proposito di intensificare i
rapporti tra le nostre organizzazioni e rendere incontri di questo genere ancora
più frequenti, nella prospettiva di un Mediterraneo e di un’Europa alternativi
e luogo di solidarietà, cooperazione e fraternità fra popoli liberi e sovrani
finalmente liberati(si) dal giogo capitalista e imperialista.
Fidelicu, delegau de su 28 de Abrili a sa “Trobada”