LE PRINCIPALI BASI MILITARI IN
SARDINNYA:
Capo
Teulada è un Poligono Permanente per esercitazioni
terra-aria-mare a disposizione della Nato, il 2° d'Italia: 72 kmq a
terra + 750 kmq di cielo e di mare per esercitazioni di tiro
mare-costa e terra-mare. Parte del poligono è interdetta agli stessi
militari per motivi di sicurezza: troppi ordigni inesplosi. Si
esercitano Aeronaut., Marina, reparti Nato: simulano interventi
operativi e sperimentano nuovi armamenti. RICADUTE SUL TERRITORIO:
INQUINAMENTO DELLA ZONA, CADUTA ORDIGNI IN AREE CIVILI, DIVIETO DI
ESERCITARE LA
PESCA, SPOPOLAMENTO PER EMIGRAZIONE.
La
Maddalena-S.Stefano: base sia NATO (mega-depositi sotterranei
per carburanti, armi e munizioni navali) che USA (Base U.S. Navy
d'appoggio dei sottomarini a propulsione nucleare dotati di testate
atomiche). La base è stata concessa con accordi segreti del 1972,
mai ratificati dal Parlamento, fuori dalla Costituzione. Il molo
d'attracco della nave che ospita testate nucleari si trova nella
stessa area del deposito di armi e munizioni e a ridosso dei
serbatoi di combustibili Nato: violazione delle norme internazionali
di sicurezza sottoscritte dagli stessi Italia e dagli USA! RICADUTE
SUL TERRITORIO: INQUINAMENTO RADIOATTIVO, LEUCEMIE, PATOLOGIE E
MORTI SOSPETTE IN COSTANTE AUMENTO, RISCHI DI INCIDENTI
NUCLEARI/CATASTROFI PER L'INTERO
MEDITERRANEO.
Quirra/Perdasdefogu: Poligono interforze
di Salto di Quirra (aeronautica militare), ricade nei territori di
Villaputzu (base missilistica San Lorenzo), Villagrande, Ulassai,
Tertenia, Arzana, Jerzu, per 150 kmq; viene affittato a 50.000 euro
all’ora, da eserciti di tutto il mondo, per sperimentare armi e
munizioni. RICADUTE SUL TERRITORIO: INQUINAMENTO DEL TERRITORIO,
LEUCEMIE, PATOLOGIE E MORTI SOSPETTE IN COSTANTE AUMENTO, CADUTA
MISSILI NELLE ZONE CIVILI.
Decimomannu: aeroporto
della Nato per l'addestramento al volo ed esercitazioni negli altri
poligoni sardi. RICADUTE SUL TERRITORIO: CADUTA LIBERA AEREI
(TALVOLTA), INQUINAMENTO ACUSTICO.
Capo Frasca è un
poligono utilizzato dalle aeronautiche e dalle marine italiane,
tedesche e Nato per esercitazioni di tiro a fuoco aria-terra e
mare-terra. Occupa una superficie a terra di 14 Kmq e impegna un'
"area di sicurezza a mare" interdetta alla navigazione. RICADUTE SUL
TERRITORIO: DIVIETO DI ESERCITARE LA PESCA, ORDIGNI INESPLOSI IN
MARE E TERRA.
CA-Sella del Diavolo-S.Elia:
giga-serbatoi sotterranei di carburanti navali Nato gestiti dalla
Marina RICADUTE SUL TERRITORIO: RISCHI DI
ESPLOSIONI/CATASTROFI
CA-Porto (nucleare) di via Roma
adibito a ormeggio/sosta di natanti a propulsione nucleare e
armamento atomico; in progetto la costruzione di un nuovo molo Nato
e di un centro servizi per la Nato. RICADUTE SUL
TERRITORIO: RISCHIO DI INQUINAMENTO E DI INCIDENTI
NUCLEARI
CA-Monte Urpinu: vasto deposito sotterraneo
di combustibili-avio A.M.I.-Nato. E' collegato da una rete di
oleodotti al molo e agli aeroporti militari di Elmas e Decimo, in
violazione dei parametri di sicurezza. RICADUTE SUL TERRITORIO:
RISCHI DI ESPLOSIONI/CATASTROFI.
D.33 (D = Danger). E'
uno spazio aereo militarizzato di circa 6000 kmq che grava sul
centro Sardegna, sopra il Gennargentu. Vi si svolge un'intensa
attività elicotteristica "pericolosa per il volo degli
aeromobili".
LE LOTTE DI IERI E DI OGGI : ORGOSOLO e
TEULADA
L'occupazione militare è in
continua espansione. Il suo unico limite è la resistenza delle
popolazioni. Ci sono stati clamorosi episodi, nella storia recente,
in cui si è ottenuta, non solo la limitazione, ma addirittura
l'annullamento dei progetti di occupazione e uso militare del
territorio.
Nel giugno del 1969 il ministro della difesa
decide di espropriare i pascoli di Pratobello nel Comune di
Orgosolo, per insediarvi un poligono di tiro permanente per
artiglieria e una base di acquartieramento di contingenti
dell'esercito. A Pratobello sono situati i migliori pascoli, in
buona parte comunali. Gli orgosolesi insorgono in massa. L'intera
popolazione abbandona il paese e occupa il territorio, invaso dai
militari. I 4 mila abitanti fronteggiano i contingenti
dell'esercito, le centinaia di carabinieri, poliziotti e baschi blu,
inviati per reprimere l'iniziativa popolare. Con la loro presenza
fisica gli orgolesi hanno nei fatti impedito l'insediamento di un
poligono permanente.
I pescatori di Teulada sono
usciti per 10 lunghi mesi a partire da novembre 2003 con le loro
barche nelle zone interdette impedendo le esercitazioni delle forze
armate di 12 paesi sul loro mare. Alla fine della loro solitaria
lotta il sottosegretario Cicu è dovuto scendere a patti concedendo
gli indennizzi; ma i pescatori chiedono la bonifica dell'area,
vogliono pescare. I pescatori si sono messi coraggiosamente tra chi
sparava e i bersagli e a volte hanno rischiato la vita, essendo
stati oggetto di 11 cannonate dai militari. Hanno ricevuto multe e
promesse, ma la loro lotta che tocca interessi economici enormi
(ogni giornata di esercitazione sospesa significa danni per milioni
per l'esercito) è l'unico strumento efficace a loro disposizione. La
loro lotta continuerà “fino a quando non riavranno il mare dei loro
padri”.
LA LOTTA DI UN PAESE È
LA LOTTA
DI TUTTI NOI SARDI,
SOLO UNITI POSSIAMO
VINCERE!
