| MUNTAZER AL-ZAIDI LIBERU!!! |
 |
| AMERIKANOS A BALLAS KI BOS BOKENE!!! |
26/11/08 - Groenlandia: plebiscito per l'autodeterminazione nel referendum di ieri, indipendenza a un passo |
Giornata
storica quella di ieri in Groenlandia. Con una schiacciante
vittoria del SI col 75,5% dei voti in un referendum ritenuto
cruciale per la futura indipendenza dalla Danimarca, questa piccola
Nazione (57'000 persone in un isola che è la più grande
del mondo dopo l'Australia) ha visto sancire ufficialmente il
riconoscimento dei Groenlandesi in quanto Popolo a sè e distinto
da quello danese, il conseguente diritto all'autodeterminazione (che il
capo del governo groenlandese Hans Enoksen, come tutte le forze
fautrici del SI al referendum, ha già annunciato dover culminare
nei prossimi anni alla piena sovranità e indipendenza), il ruolo
della lingua groenlandese (il cosiddetto kalaallisut)
come unica lingua nazionale e il significativo passaggio da una
politica economica assistenzialista dipendente dalla Danimarca a
una politica di autentica e matura sovranità economica e
energetica: infatti al governo groenlandese verrà finalmente
riconosciuto il diritto di gestione delle proprie immense risorse (da
petrolio e gas a oro e diamanti, fino a uranio, zinco e piombo),
liberando questa terra dalla assoluta necessità dei cospicui
sussidi danesi che verranno ... (sighi a ligi) |
24/09/08 - Euskal Herria: illegalizzati anche ANV e EHAK, il processo di pace si fa sempre più un miraggio |
Tra
il 16 e il 19 settembre lo stato spagnolo ha inferto l'ennesimo colpo
mortale alla democrazia in Euskal Herria e gettato l'ennesimo barile di
benzina su un conflitto armato il cui prolungarsi all'infinito, per via
della tanto evidente quanto ovvia disparità delle forze in
campo, non può che rappresentale un sostanzioso e significativo
tornaconto a favore dello stato spagnolo nella sua cinica operazione di
negazione delle libertà democratiche e del diritto
all'autodeterminazione del Popolo Basco. In questi giorni infatti sono
stati dichiarati illegali dalla magistratura spagnola, applicando la
cosiddetta liberticida "legge sui partiti", i due principali partiti
che sono andati a ricoprire quel vuoto di rappresentatività
creatosi con l'illegalizzazione di Batasuna, Accion Nacionalista Vasca
(ANV) e il Partito Comunista delle Terre Basche (EHAK). Il motivo che
ha permesso alla vergognosa legge in questione di illegalizzare i due
soggetti è, per l'appunto, la semplice affinità politica
e ideologica con Batasuna, ergo il progetto della sinistra
indipendentista (che, per rendere meglio l'idea a chi pensasse che si
stia parlando di forze irrilevanti ... (sighi a ligi) |
17/09/08 - Crisi America Latina - Stati Uniti: pieno appoggio ai governi di Bolivia e Venezuela |
In questi giorni assistiamo a una preoccupante escalation della crisi che sta colpendo la Bolivia, i cui prefetti delle province orientali (quelle in cui i discendenti bianchi dei conquistadores spagnoli sono in maggioranza rispetto agli indios,
nonchè le più ricche di risorese naturali) stanno
fomentando delle criminali violenze, che ha già visto il
massacro di decine di contadini, contro i sostenitori del Presidente
Evo Morales (forte della schiacciante vittoria nel referendum
revocativo dello scorso 10 agosto col 67% dei voti) e del suo progetto
di una nuova Costituzione che funga da base per il superamento del
capitalismo neoliberista in Bolivia, in nome di un provocatorio
progetto secessionista del tutto privo di basi storiche (se non quelle
del genocidio delle popolazioni indigene da parte degli spagnoli),
culturali (se non quelle apertamente razzistiche della minoranza
bianca) e politiche (se non quelle della creazione di un avamposto del
neocolonialismo in un Continente che dopo secoli di dominazione e
umiliazioni si va da esso finalmente liberando) ... (sighi a ligi) |
03/09/08 - La Federazione Russa riconosce l'indipendenza di Abkhazia e Ossezia del Sud |
Le Repubbliche di Abkhazia e Ossezia del Sud, indipendenti de facto
fin dalla dichiarazione d'indipendenza simultanea a quella della
Repubblica di Georgia dall'Unione Sovietica nel 1991, hanno finalmente
visto in questi giorni, in seguito al conflitto scoppiato l'8 Agosto
con l'attacco georgiano all'Ossezia, il primo riconoscimento
internazionale, da parte del potente vicino russo, oltre all'impegno da
parte di questo a garantirne militarmente l'indipendenza in caso di
attacchi esterni.
Entrando nel merito del conflitto, fortunatamente conclusosi in
pochi giorni, esprimiamo solidarietà e cordoglio nei confronti
della popolazione dell'Ossezia del Sud per le sanguinose azioni
perpetuate nei suoi confronti da parte del regime georgiano del
criminale Saakashvili (che in questi giorni ha peraltro
candidamente ammesso l'utilizzo da parte della propria aviazione di
bombardamenti a grappolo contro le principali città sud-ossete)
e denunciamo lo sconcertante e masochistico appiattimento partigiano e
isterico alle posizioni statunitensi da parte dei governi e dei media
europei, la cui cecità e doppia morale sembra non conoscere
davvero limiti ... (sighi a ligi) |
___________________________________
___________________________________

___________________________________
"Questa epopea che sta davanti a noi la
scriveranno le masse affamate degli indios, dei contadini senza terra, degli
operai sfruttati; la scriveranno le masse progressiste, gli intellettuali
onesti e brillanti che sono cosí abbondanti nelle nostre sofferenti terre
d'America latina. Lotta di masse e di idee, epopea che sarà portata avanti dai
nostri popoli maltrattati e disprezzati dall'imperialismo, i nostri popoli
sconosciuti fino ad oggi, che già cominciano a non farlo più dormire. Ci
considerava come un gregge impotente e sottomesso e già comincia ad aver timore
di questo gregge, gregge gigante di duecento milioni di latinoamericani nei
quali il capitalismo monopolistico yankee vede già i suoi affossatori.
L'ora della sua rivincita, l'ora che essa
stessa si è scelta, viene indicata con precisione da un estremo
all'altro del
continente. Ora questa massa anonima, questa America di colore, scura,
taciturna, che canta in tutto il continente con la stessa tristezza e
disinganno; ora questa massa è quella che comincia ad entrare
definitivamente
nella sua storia, comincia a scriverla col suo sangue, comincia a
soffrirla e a
morire; perché ora per le campagne e per i monti d'America, per
le balze delle
sue terre, per i suoi piani e le sue foreste, fra la solitudine o il
traffico
delle città, lungo le coste dei grandi oceani e le rive dei
fiumi comincia a
scuotersi questo mondo ricco di cuori ardenti, pieni di desiderio di
morire per quello che è suo, di conquistare i suoi diritti
irrisi per quasi cinquecento
anni da questo o da quello. Ora sì la storia dovrà
prendere in considerazione i
poveri d'America, gli sfruttati e i vilipesi, che hanno deciso di
cominciare a
scrivere essi stessi, per sempre, la propria storia. Già si
vedono, un giorno
dopo l'altro, per le strade, a piedi, in marce senza fine di centinaia
di
chilometri, per arrivare fino agli 'olimpi' dei governanti e
riconquistare i
loro diritti. Già si vedono, armati di pietre, di bastoni, di
machetes,
dovunque, ogni giorno, occupare le terre, immergere le mani nelle terre
che gli
appartengono e difenderle con la loro vita; si vedono con i loro
cartelli, le
loro bandiere, le loro parole d'ordine, fatte correre al vento, per le
montagne
e lungo le pianure. E quest'onda di commosso rancore, di giustizia
reclamati,
di diritto calpestato, che comincia a levarsi fra le terre dell'America
latina,
quest'onda ormai non si fermerà. Essa andrà crescendo col
passar dei giorni;
perché formata dai più; dalle maggioranze sotto tutti gli
aspetti, coloro che
accumulano con il loro lavoro le ricchezze, creano i valori, fanno
andare le
ruote della storia e che ora si svegliano dal lungo sonno di
abbrutimento al
quale li hanno sottomessi.
Perché questa grande umanità ha detto basta e si è
messa in marcia. E la
sua marcia, di giganti, non si arresterà fino alla conquista
della vera Indipendenza per cui sono morti già più di una
volta inutilmente. Ora, ad ogni
modo, quelli che muoiono, moriranno come quelli di Cuba, quelli di
Playa Girón;
moriranno per la loro unica, vera e irrinunciabile Indipendenza!"
! PATRIA O MUERTE !
|
|
| A FORAS |
|
Is
militantis de Casteddu de su 28 de Abrili traballant a intru de
A FORAS - Atòbiu casteddayu contras a s'ocupadura militari de sa
Sardinnya |
| STUDIANTIS |
|
Is studiantis de su 28 de Abrili gherrant contras a su Decretu Gelmini
e a sa Lei 133 e po una Scola e una Universidadi sardas, gratùitas,
làicas e de massa |
|