
In questi giorni assistiamo a una preoccupante
escalation della crisi che sta colpendo la Bolivia, i cui prefetti delle province orientali (quelle in cui i discendenti bianchi dei
conquistadores spagnoli sono in maggioranza rispetto agli
indios,
nonchè le più ricche di risorese naturali) stanno fomentando delle
criminali violenze, che ha già visto il massacro di decine di
contadini, contro i sostenitori del Presidente Evo Morales (forte della
schiacciante vittoria nel referendum revocativo dello scorso 10 agosto
col 67% dei voti) e del suo progetto di una nuova Costituzione che
funga da base per il superamento del capitalismo neoliberista in
Bolivia, in nome di un provocatorio progetto secessionista del tutto
privo di basi storiche (se non quelle del genocidio delle popolazioni
indigene da parte degli spagnoli), culturali (se non quelle apertamente
razzistiche della minoranza bianca) e politiche (se non quelle della
creazione di un avamposto del neocolonialismo in un Continente che dopo
secoli di dominazione e umiliazioni si va da esso finalmente liberando).
Dopo
l'ennesimo eccidio da parte delle squadracce paramilitari e fascistoidi
armate dai prefetti anti-patriottici e tacitamente sostenute dal
governo degli Stati Uniti e dalle sue agenzie di intelligence (sempre
presenti laddove c'è da sovvertire l'ordine democratico dei paesi
sovrani che non si piegano al loro dominio geopolitico globale), il
governo del compagno Evo Morales ha decretato l'espulsione
dell'ambasciatore statunitense in Bolivia, a stretto contatto coi
fomentatori delle violenze fin dall'inizio della crisi; provvediemento
a cui il governo statunitense, che offendendo l'intelligenza dei
boliviani e del mondo intero ha negato qualsivoglia coinvolgimento
nella crisi, ha immediatamente risposto in modo analogo.
A questo
punto il governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela, come
annunciato senza troppi giri di parole dal Presidente Chavez, in
solidarietà con la Bolivia e in seguito allo sventato tentativo di
colpo di stato in preparazione in questi giorni da parte di ex generali
dell'esercito (notizia che i media occidentali hanno incredibilmente e
vergognosamente del tutto taciuto) che intendevano bissare il fallito
golpe fatturato a Washington dell'Aprile 2002, ha anch'esso decretato
l'espulsione dell'ambasciatore statunitense e richiamato in Patria quello venezuelano negli USA, dichiarando che "quando ci
sarà un nuovo governo negli Stati Uniti, un governo che rispetti i
Popoli dell'America Latina, manderemo un nuovo ambasciatore".
Tutti
i governi dell'UNASUR (l'Unione delle Nazioni Sudamericane, organismo
di integrazionista fortemente voluto da Chavez e Morales e comprendente
tutti gli stati del continente) hanno espresso un rassicurante e
incondizionato appoggio al governo della Bolivia e alle sue istituzioni
democratiche, e il governo dell'Honduras (che in queste settimane ha
ratificato l'adesione all'ALBA,
Alternativa Bolivariana para las Americas,
a cui facevano già parte Venezuela, Cuba, Bolivia, Nicaragua e Dominica
e a cui è in procinto di aderire l'Ecuador), per bocca del suo
Presidente Manuel Zelaya, ha congelato a tempo indeterminato
l'assegnazione delle credenziali al nuovo ambasciatore statunitense in solidarietà ai governi di La Paz e Caracas.
Attenti
all'evolversi della situazione, esprimiamo grande preoccupazione per
l'evidente totale incapacità delle opposizioni latinoamericane, di
fronte al risveglio dei Popoli di questo martoriato Continente, di far
uso di una anche minima dialettica democratica per difendere i
propri seppur discutibili e anti-popolari interessi e la
conseguente sistematica violenza che queste, col fondamentale appoggio
dell'imperialismo statunitense, praticano contro le istituzioni
democratiche di questi Paesi, a cui va tutto il nostro appoggio
rivoluzionario e internazionalista di patrioti sardi.
17/09/2008
Tre dei pilastri del nuovo corso latinoamericano e del Socialismo del XXI secolo in tipici abiti indigeni:
il Presidente venezuelano Hugo Chavez, quello ecuadoregno Rafael Correa e quello boliviano Evo Morales