CONTRO L'OFFENSIVO REFERENDUM DEL CENTRODESTRA ITALIANISTA L'UNICA DIGNITOSA RISPOSTA E' L'ASTENSIONE
Vogliamo con questo
comunicato prendere posizione sui quesiti su cui i sardi sono stati
chiamati, dai baroni del centrodestra italianista di Sardigna, a
pronunciarsi in data 5 ottobre 2008. Inizialmente ci siamo persino
rifiutati di pronunciarci su un referendum che riteniamo altamente
lesivo della dignità e dell'intelligenza del Popolo Sardo, ma
è bene fare chiarezza.
Il 28 de Abrili, organizzazione della gioventù indipendentista e
socialista sarda, ritiene le leggi regionali e i loro articoli in
questione, benché tutt'altro che impeccabili in diversi loro
aspetti, sostanzialmente positivi rispetto all'alternativa prospettata
da chi le vorrebbe abrogare per infliggere un duro colpo alla
prospettiva di uno sviluppo sostenibile, armonioso e realmente
solidaristico della Nazione Sarda. Affermiamo ciò pur ritenendo
ovviamente il centrosinistra italianista (con cui nel recente passato
abbiamo avuto momenti di scontro molto duri, come nella vicenda del
servile accoglimento di tonnellate di rifiuti probabilmente tossici
come salvagente alle malefatte della camorra e dei dirigenti del PD
campano) del tutto complementare al centrodestra nell’opera
complessiva di mediazione dello sfruttamento coloniale dei lavoratori,
del territorio e delle risorse naturali della nostra Terra.
Per quanto riguarda la cosiddetta legge “salvacoste” la
riteniamo un importante provvedimento a salvaguardia
dell’ambiente (che dalla scorsa domenica diventa per la prima
volta nel mondo oggetto di diritto, dopo la schiacciante vittoria in
Ecuador della nuova Costituzione voluta dal Presidente socialista
Rafael Correa, che garantisce il diritto degli ecosistemi di
«mantenere e rigenerare i propri cicli vitali, la propria
struttura, funzione e processi in evoluzione») e un freno alla
speculazione immobiliare fin’ora imperante da parte dei
prepotenti signori che fino ad ora sono venuti d’oltremare a
trattare la nostra Terra come una merce. Il fatto che i 2 km di
distanza dalle coste per il divieto possano parere eccessivi o che non
vi sia nella legge alcuna differenziazione (che invece riteniamo
fortemente necessaria) fra i suddetti speculatori stranieri e dei
semplici cittadini sardi, non ci fa certo cadere nel tranello di
avvallare l'abrogazione di tale provvedimento per ripristinare un
deleterio vuoto di regolamentazione. Che il centrodestra consideri la
legge come un freno per lo sviluppo della Sardigna, proponendo in
alternativa l'anarchia affaristica del cemento, rende ancora più
lampante cosa questi signori intendano per sviluppo: la totale
prostituzione del nostro territorio con la svendita delle nostre coste
a speculatori e affaristi della peggior specie e magari la
trasformazione di esse, con la somma di tanti piccoli Tom Barrack, in
una immensa Costa Smeralda interdetta ai comuni mortali sardi.
Per ciò che concerne la legge su Abbanoa, ovvero il servizio
regionale che gestisce un bene nazionale fondamentale e primario come
l'acqua, riteniamo altresì che, nonostante il suo funzionamento
e la sua gestione sia da rivedere dalle fondamenta e che le sue
esorbitanti tariffe siano non solo insostenibili ma persino immorali
(appunto perchè si parla di un bene insostituibile e basilare
come l'acqua), mettere in discussione la gestione nazionale sarda (oggi
regionale, domani statuale) delle risorse idriche in nome di una
gestione degli enti territoriali sia quanto di più deleterio e
negativo per un futuro sviluppo disinteressato, collettivo e
solidaristico dell'intera Nazione Sarda. E diciamo ciò da
convinti fautori di un reale decentramento amministrativo oggi nella
Regione autonoma e domani nella Repubblica indipendente, ma consapevoli
che la delega agli enti locali della gestione di risorse naturali
primarie e di proprietà dell'intera Nazione, come l'acqua,
sarebbe l'anticamera di pericolosissimi egoismi tra i diversi territori
che sarebbero la più straordinaria arma che il colonialismo
avrebbe contro il Popolo Sardo.
Siamo quindi concordi con le prese di posizione dei compagni patrioti
di Sardigna Natzione Indipendentzia del 17/09 e di a Manca pro
s'Indipendentzia del 23/09, mentre assistiamo con immensa pietà
al fatto che tra i vari rivoltanti componenti del "fronte del SI" vi
sia anche il Partito Sardo d'Azione (pronto a sancire l'ormai certo
matrimonio politico con Pili & co. in vista delle elezioni
regionali del prossimo anno), che si dimostra sempre più
organico al colonialismo e nemico della lotta d'indipendenza,
nonostante le buffe e francamente esilaranti proclamazioni
dell'ultim'ora delle scorie italianiste ultimamente imbarcate e
frettolosamente erette a massimi dirigenti, come se all'indecenza
dell'attuale maggioranza dirigenziale mancasse ancora un ultimo tocco
di sano italianismo.
Invitiamo pertanto tutte le giovani e i giovani liberi di Sardigna a
rifiutare e rispedire al mittente lo stesso appello del centrodestra
italianista e le sue indegne proposte, che possano fallire miseramente
in un mare di astensioni che non siano sintomo di disinteresse verso
vicende che come queste sono di estrema importanza per la nostra Terra,
bensì di rifiuto alla politica di questa impresentabile classe
politica intermediaria del colonialismo.
Casteddu, primu de su Mesi ‘e Ladàmini de su 2008
28 de Abrili - Organizadura de sa Juventudi Sarda
po
s’Indipendéntzia, sa Democratzia direta e su
Sotzialismu