Con un sentimento misto tra
stupore e rabbia apprendiamo che gli sviluppi della drammatica emergenza
rifiuti riguardante varie comunità campane avranno un epilogo che saprà tanto
di film già visto: l’imposizione sulle spalle del Popolo Sardo dell’ennesimo atto
di prevaricazione e sopraffazione, il tutto avvallato, se non entusiasticamente
decantato, da una classe politica sarda di servi tanto disgustosi nello
scodinzolare quando a Roma governano i propri padroni quanto ridicoli
nell’abbaiare quando invece a Roma governano gli “avversari” (se così vogliamo
definire due coalizioni del tutto complementari tra loro) dei loro padroni.
Ora, mai nelle nostre analisi
abbiamo attaccato una singola persona (ben coscienti che il sistema coloniale
non si regge su questo o quel leader politico di turno ma su una ben precisa
oligarchia socioeconomica e sull’intero panorama politico dominante, che di
essa è riflesso), ma è interessante compiere una piccola riflessione su una
personalità che tante aspettative di cambiamento aveva suscitato nel momento
della sua discesa in campo e in occasione di alcune prese di posizione come
quella sulla vertenza entrate e sulla dismissione della base USA a La
Maddalena: il Governatore della Regione Renato Soru.
Come non notare il cambiamento di
questi da indomito gladiatore contro il governo Berlusconi a umile gregario e
servitore di quello Prodi? La convinta e tempestiva proposta della Sardinnya
come immondezzaio d’Italia è solo un colpo di coda (nella forma di centinaia e
centinaia di tonnellate di rifiuti sulla pelle dei Sardi) per tentare di
arginare la caduta libera nelle gerarchie della sezione “sarda” del PD, dopo la
designazione romana di Cabras come segretario (non degna di considerazione quella
buffonesca farsa che sono state, in Sardinnya ancor più che in Italia, le
primarie del PD).
Allo stesso modo ora il ruolo
degli indomiti gladiatori contro il potere centrale passa al centrodestra
italiano di Sardinnya (definirlo “sardo” sarebbe troppo), che invece tanto ci
disgustò per la sua disonorevole e indegna subalternità al governo Berlusconi.
Dichiariamo quindi tutta la
nostra opposizione a questo vergognoso provvedimento e tutta la nostra volontà
di bloccarlo. Non è il Popolo Sardo a dover patire le malefatte della classe
politica campana e della camorra, ma i politici e i camorristi stessi di fonte
alla popolazione della Campania. L’unico effetto che otterranno lorsignori nel
mandare avanti questo assurdo progetto sarà l’accelerazione del processo di smaltimento
della più grande spazzatura che da troppo tempo inquina la nostra Terra: la
classe politica compradora stessa.
Casteddu, 9 de Gennarju
de su 2008