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SALUTIAMO
LA TRIONFALE CONFERMA POPOLARE ALLA RIVOLUZIONE BOLIVARIANA DEL
VENEZUELA E L'INARRESTABILE MARCIA DEI MOVIMENTI ANTIMPERIALISTI E
RIVOLUZIONARI IN AMERICA LATINA
Salutiamo con grande entusiasmo
la trionfale e inequivocabile conferma data dal Popolo Venezuelano con le
elezioni di ieri alla Rivoluzione Socialista Bolivariana e al Governo del
Presidente Hugo Rafael Chávez Frías.
Questo risultato conferma, se mai
ce ne fosse stato bisogno, il quanto mai forte e solido appoggio popolare al
radicale processo di riforme politiche, economiche e sociali che negli ultimi
otto anni hanno profondamente cambiato il volto del Paese di Bolivar: la
nazionalizzazione delle sue immense risorse petrolifere, prima in mano a una
indegna e parassitaria oligarchia finanziaria e sistematicamente svendute agli
USA; la riforma agraria, che ha spartito fra la popolazione latifondi di
dimensioni titaniche e del tutto immorali (il 10% della popolazione deteneva
l'80% del territorio); la diffusione su larga scala, anche grazie al capitale
umano messo a disposizione da Cuba, dell’istruzione e dell’assistenza medica
gratuita; la nuova forma di democrazia “partecipativa e protagonistica”, che fa
letteralmente impallidire il misero modello di democrazia “rappresentativa”
occidentale che si vorrebbe imporre al mondo intero come universale; la
politica di integrazione latinoamericana con la creazione con Cuba e Bolivia
del progetto ALBA (Alternativa Bolivariana per le Americhe) e l’entrata nel
MERCOSUR (Mercato Comune del Sud) e la conseguente lotta alle arroganti e
martorianti politiche coloniali che l’imperialismo nordamericano ancora pratica
nei confronti della maggioranza del Continente.
L’esperienza venezuelana sta
assumendo, anno dopo anno, una sempre più fondamentale importanza storica: dopo
la dissoluzione del campo socialista dello scorso secolo e la troppo affrettata
proclamazione da parte di qualcuno della “fine della storia” e del “capitalismo
neoliberista come sistema unico ed eterno”, quello del socialismo bolivariano
di Chavez e di tutto il variegato movimento popolare che lo appoggia è,
infatti, il primo processo rivoluzionario che sviluppa e costruisce una
alternativa di società che pone l’interesse collettivo al di sopra di quello
individuale e che afferma la centralità della piena dignità umana, della
solidarietà sociale, della rapportazione diretta delle masse al potere politico
e del diritto dei popoli all’autodeterminazione.
Ciò ha generato una enorme spinta
propulsiva nell’intero continente latinoamericano, una serie di effetti che
sommati vanno a costituire un vero e proprio terremoto politico e rafforzano
sempre di più la prospettiva, più volte auspicata da Chavez, del “Socialismo
nel XXI secolo”.
In primo luogo la rottura
dell’isolamento internazionale che la Rivoluzione Cubana
ha conosciuto nel decennio immediatamente successivo la dissoluzione dell’URSS.
Questo difficile periodo è stato lasciato definitivamente alle spalle e la Cuba Socialista,
che sta registrando un successo diplomatico dietro l’altro e stringendo
importanti e numerose relazioni politiche ed economiche, ha potuto vedere
proprio in questi giorni i festeggiamenti per l’ottantesimo compleanno del
Comandante in Capo Fidel Castro, nonostante la sua assenza causata dalla
convalescenza per il delicato intervento di qualche mese fa, e per il
cinquantesimo anniversario dello sbarco del Granma sulle coste cubane e
dell’inizio della eroica guerriglia dei Barbudos.
In secondo luogo l’apertura di
una nuova fase storica del Continente di affermazioni elettorali di leader
socialisti, antimperialisti e antiliberisti protagonisti in passato di varie
forme di lotta e mobilitazioni popolari contro l’insostenibile modello
coloniale imposto dagli USA.
Proprio negli scorsi giorni si è
avuto il definitivo consolidamento del processo rivoluzionario avviato in
Bolivia con la vittoria di Evo Morales di circa un anno fa. Il Presidente
indigeno, dopo la nazionalizzazione degli idrocarburi, ha infatti proclamato lo
scorso 29 novembre la storica riforma agraria proclamando “la fine del
latifondo in Bolivia” e ha annunciato, per l’anno prossimo, la
nazionalizzazione delle risorse minerarie.
Inoltre nell’ultimo mese si sono
avute le affermazioni elettorali di due personaggi tanto diversi nella loro
storia politica quanto uniti nell’opposizione all’imperialismo nordamericano e
all’appoggio al nuovo corso politico, economico e sociale latinoamericano
rappresentato dall’Alternativa
Bolivariana para las Américas: il leader sandinista ed ex-guerrigliero
Daniel Ortega in Nicaragua, dopo 16 anni di sfracelli ad opera dei vari governi
neoliberisti e filo-yanqui, e
l’economista di sinistra Rafael Correa in Ecuador, che ha annunciato nel suo
discorso di vittoria “la fine della notte neoliberista”.
Ci auguriamo un sempre maggiore
rafforzamento e consolidamento, fatto di conferme e ulteriori vittorie, del
processo antimperialista, socialista e rivoluzionario che stanno costruendo i
popoli fratelli latinoamericani, a cui noi patrioti comunisti sardi del “28 de
Abrili” guardiamo come esempio e speranza nella la lotta per
l’autodeterminazione nazionale, l’indipendenza, la sovranità, la democrazia
partecipativa e il socialismo nel XXI secolo.
QUE VIVA LA
ALTERNATIVA BOLIVARIANA PARA LAS AMERICAS!
QUE VIVA FIDEL! QUE VIVA RAUL! QUE VIVA CHAVEZ! QUE VIVA MORALES!
HASTA LA
VICTORIA SIEMPRE! PATRIA O MUERTE! VENCEREMOS!
QUE VIVA LA INDEPENDENCIA DE
LOS PUEBLOS Y EL SOCIALISMO!
BIVAT S’ALTERNATIVA
BOLIVARIANA PO IS AMERICAS!
BIVAT FIDEL! BIVAT RAUL! BIVAT CHAVEZ! BIVAT
MORALES!
FINTZAS A SA BINCIDA
SEMPRI! PATRIA O MORTI! EUS A BINCI!
BIVAT
S’INDIPENDENTZIA DE IS POPULUS E SU SOTZIALISMU!
Casteddu, Sardinnya, 4 de su Mes’e idas de su 2006
Tzírculu Comunista Natzionalitariu “28 de Abrili”
po s’Indipendentzia, sa Democratzia direta e su Sotzialismu
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