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SULL'INTENSIFICAZIONE DELL'OFFENSIVA REPRESSIVA DELLO STATO ITALIANO AI DANNI DEL POPOLO LAVORATORE SARDO
Gli avvenimenti degli ultimi mesi, ovvero gli arresti dei tre compagni
collegati dall’accusa alla sigla Cls e dei dieci di a Manca pro
s’Indipendentzia collegati dall’accusa alle sigle Npc e Oir e utimo in ordine
di tempo l’umiliazione inferta da parte del governo italiano al Popolo Sardo
nel negare l’esistenza stessa e il diritto alla sovranità di questo, vanno
interpretati come l’apertura di una massiccia offensiva di repressione
politica, sia poliziesca che istituzionale.
La continua criminalizzazione e i crescenti casi di repressione di qualsiasi
realtà che si opponga ai due blocchi del potere del capitalismo colonialista
italiano e porti avanti un lavoro di risveglio, sviluppo e consolidamento di
una coscienza nazionale e di classe nel Popolo Lavoratore Sardo richiede che il
fronte patriottico e rivoluzionario sia più che mai unito e determinato a condurre
una serie di mobilitazioni e lotte di lunga durata.
Il primo mese di iniziative e manifestazioni in seguito all’arresto dei dieci
compagni-patrioti di aMpI, da considerare positive sia dal punto di vista
qualitativo che da quello quantitativo, hanno portato a una serie di iniziali
risultati come un significativo eco mediatico, il sostegno di sempre più ampie
fette della popolazione e della società civile e soprattutto la concessione
degli arresti domiciliari al compagno Massimiliano Nappi e la scarcerazione del
compagno Bruno Bellomonte, che dimostra come le accuse siano del tutto campate
in aria e senza fondamento.
E’ naturalmente necessario non abbassare la guardia e non ridurre l’intensità
della mobilitazione bensì, nei limiti del possibile, portarla a livelli
ulteriormente maggiori per far si che si giunga il prima possibile alla
scarcerazione di tutti i prigionieri politici sardi.
Parallelamente ai suddetti casi di repressione poliziesca si stanno
verificando, come già detto, casi più velati ma non per questo meno duri e
arbitrari di repressione istituzionale da parte dello stato italiano nei
confronti dell’identità stessa del Popolo Sardo in quanto tale e del suo
diritto di autodeterminarsi in quanto Nazione.
“Non esiste un popolo sardo sovrano”. Questa l’affermazione, fatta dal ministro
italiano degli Affari regionali Linda Lanzillotta col beneplacito di Prodi e di
tutto il suo governo di ladri e servi del grande capitale finanziario,
rappresenta un’offesa e un affronto al nostro Popolo fiero e alla nostra
Nazione millenaria.
Respingere l’offensiva repressiva in corso da parte dei loschi figuri in
doppiopetto e in divisa che pretendono di tenerci in catene senza neanche
vedersi opporre la minima resistenza è l’assoluta priorità che si riassume in
un grido che è la volontà nazionale di un intero Popolo:
PATRIOTUS LIBERUS, PATRIA SOBERANA!
Casteddu, primu de Austu de su 2006
Tzírculu Comunista Natzionalitariu “28 de Abrili”
po s’Indipendentzia, sa Democratzia direta e su Sotzialismu
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