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ELETZIONI REGIONALI
UNIDADE INDIPENDENTISTA
CANDIDATO PRESIDENTE: AVV. GIANFRANCO SOLLAI
IL PIGNORAMENTO DELLE AZIENDE AGRICOLE
MANCA LA VOLONTÀ POLITICA DI SALVARE LE AZIENDE
Sabato mattina mi sono recato, in compagnia dell’avvocato
amministrativista Roberto Mascia, a Decimoputzu per portare la mia
solidarietà agli agricoltori che lottano contro il pignoramento
delle proprie aziende agricole. Ho trovato una situazione di grande
determinazione e di enorme dignità tra i componenti del Comitato
che si oppone a questo ennessimo abuso perpetrato ai danni dei
lavoratori sardi.
E’ evidente che la chiusura delle aziende agro-pastorali crea un
irreversibile danno socioeconomico. Si rende pertanto necessario ed
urgente l’adozione di misure atte a garantire la sovranità
alimentare per la Sardigna e la tutela dei lavoratori del settore.
A tal fine ho proposto, previa sospensione dei pignoramenti in corso,
l’immediata emanazione di una legge, con effetto retroattivo, che
contenga e sviluppi il seguente principio: “non possono essere
oggetto di pignoramento il complesso dei beni organizzati
dall’imprenditore agricolo e/o pastorale per l’esercizio
dell’attività”. Ciò permetterebbe di salvare
dal pignoramento tutti quei beni, quindi la stessa azienda, che sono
indispensabili all’imprenditore agricolo per la continuazione
della sua attività.
Ritengo che non ci siano ostacoli giuridici all’emanazione di una
legge di tal genere anche alla luce di quanto previsto dall’art.
515 del codice di procedura civile prima che venisse modificato nel
2006: “Le cose, che il proprietario di un fondo vi tiene per il
servizio e la coltivazione del medesimo, possono essere pignorate
separatamente dall'immobile soltanto in mancanza di altri mobili;
tuttavia il giudice dell'esecuzione, su istanza del debitore e sentito
il creditore, può escludere dal pignoramento, con ordinanza non
impugnabile, quelle tra le cose suindicate che sono di uso necessario
per la coltura del fondo….. Le stesse disposizioni il giudice
dell'esecuzione può dare relativamente alle cose destinate dal
coltivatore al servizio o alla coltivazione del fondo”.
Ciò che sicuramente manca è la volontà politica di
tutelare e valorizzare un settore così importante per
l’economia sarda come quello agro-pastorale. Difatti
nell’ottica dei partiti italiani la Sardigna, colonia
dell’italia, non può avere settori economici prosperi e
autosufficienti, in quanto, se ci fossero, questi potrebbero creare uno
stato di autosufficienza, di ricchezza, di autonomia economica, e
ciò potrebbe permettere ai Sardi di vivere del loro lavoro senza
dover attendere eternamente i finanziamenti dello stato o della regione
per poter sopravvivere.
UNIDADE INDIPENDENTISTA si batterà con tutte le proprie forze
per impedire questo ennesimo abuso perpetrato ai danni dei lavoratori
sardi, per impedire il pignoramento delle aziende, per sostenere il
settore agro-pastorale sardo, per porre fine a qualsiasi politica di
assistenzialismo nei confronti di tale settore e avviare serie
politiche di ammodernamento e valorizzazione.
Ritengo che questi siano i principi fondanti del nostro programma che,
a differenza di quelli dei rappresentanti degli interessi dello stato
italiano in Sardigna, affronta le questioni politiche, economiche e
sociali da un punto di vista radicalmente ANTICOLONIALISTA,
nell’esclusivo interesse dei sardi e della Sardigna.
EST ORA DE UNIDADE INDIPENDENTISTA
Casteddu, 26/01/09
Gianfranco Sollai - 3477026115
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