
Le Repubbliche di Abkhazia e Ossezia del Sud, indipendenti
de facto
fin dalla dichiarazione d'indipendenza simultanea a quella della
Repubblica di Georgia dall'Unione Sovietica nel 1991, hanno finalmente
visto in questi giorni, in seguito al conflitto scoppiato l'8 Agosto
con l'attacco georgiano all'Ossezia, il primo riconoscimento
internazionale, da parte del potente vicino russo, oltre all'impegno da
parte di questo a garantirne militarmente l'indipendenza in caso di
attacchi esterni.
Entrando nel merito del conflitto,
fortunatamente conclusosi in pochi giorni, esprimiamo solidarietà e
cordoglio nei confronti della popolazione dell'Ossezia del Sud per le
sanguinose azioni perpetuate nei suoi confronti da parte del regime
georgiano del criminale Saakashvili (che in questi giorni ha peraltro
candidamente ammesso l'utilizzo da parte della propria aviazione di
bombardamenti a grappolo contro le principali città sud-ossete) e
denunciamo lo sconcertante e masochistico appiattimento partigiano e
isterico alle posizioni statunitensi da parte dei governi e dei media
europei, la cui cecità e doppia morale sembra non conoscere davvero
limiti. Assistiamo infatti al valzer dell'ipocrisia e dell'assurdo da
parte dei negatori dei diritti nazionali di irlandesi, scozzessi,
gallesi, baschi, catalani, corsi e sardi, che mesi fa si fecero
paladini del diritto all'indipendenza della comunità albanese del
Kossovo (diritto quanto meno storicamente dubbio dal momento che - è
bene ricordarlo - la presenza albanese in questa terra storicamente
serba iniziò a registrarsi solo a partire dal Medioevo per via di
massicce migrazioni) per il semplice fatto che ciò rientrava negli
interessi dei loro alleati-padroni d'oltreoceano, mentre ora si fanno
feroci oppositori della conseguita sovranità di due Popoli, quelli
abcaso e osseto, che costituiscono delle chiare, distinte e
riconosciute da secoli, entità etnico-nazionali.
Registiamo la
legittimazione data da parte di Cina, Kazakhstan, Kirghizistan,
Tagikistan e Uzbekistan (Paesi che insieme alla Russia fanno parte
della SCO,
Shanghai Cooperation Organization)
al ruolo svolto dalla Russia nel conflitto caucasico, l'appoggio al
riconoscimento russo a Abkhazia e Ossezia del Sud da parte di
Bielorussia, Siria, Venezuela e Cuba, nonchè il riconoscimento diretto
delle due Repubbliche da parte del Nicaragua sandinista del compagno
Daniel Ortega.
Da parte nostra, pur consapevoli che l'azione della
Federazione Russa non è dettata da un suo improvviso ergersi a paladino
dell'autodeterminazione dei Popoli bensì ai propri peculiari interessi
geopolitici, ne riconosciamo l'oggettiva positività in questa
particolare circostanza e, in generale, nella situazione internazionale
attuale in quanto fattore geopolitico indipendente dallo strapotere imperiale
globale degli Stati Uniti e, quindi, fondamentale per la costituzione
di un ordinamento mondiale multipolare, paritario, stabile e condiviso.
03/09/2008